
Se per te l’abbandono di un cane, il maltrattamento di un disabile, la sosta su uno scivolo del marciapiede o un semplice autista che non rispetta le fermate pubbliche e altri milioni di esempi sono azioni normali, chiudi pure questo sito. In caso contrario se credi che il rispetto, la giustizia siano fondamentali rimani pure e aspetta la nascita di Uribu.Poche parole bianche su sfondo azzurro,si presenta così il primo social network italiano dedicato alla segnalazione di disservizi pubblici e privati.
Gli ideatori di Uribu sono 4 giovanissimi progettisti,di età compresa tra i 17 e i 23 anni,che si sono conosciuti sul web ed hanno deciso di unirsi nell’additare e denunciare online i trasgressori delle norme che regolano il vivere civile
A partire dal 10 dicembre, il sito – il cui simbolo sarà una civetta (dal francese ”hibou” che significa barbagianni,gufo) – sarà attivo a tutti gli effetti.
Il principio di funzionamento è presto detto:
qualsiasi utente regolarmente iscritto avrà la possibilità di pubblicare video, foto o qualsiasi altro documento in grado di testimoniare un disservizio o un’ingiustizia. Nella convinzione che la pubblicità negativa sul web conduca l’ente, l’azienda o il privato responsabili a provvedere quanto prima ad una risoluzione, così da salvare la propria reputazione.
Prima di ottenere l’adeguata risonanza su piattaforme più frequentate come Facebook e Twitter, ogni segnalazione sarà sottoposta al giudizio della community.
La votazione avverrà attraverso l’attribuzione di un numero variabile, da uno a cinque, “stelline”.
A spingere questi ragazzi a creare Uribu è stato decisivo il successo riscosso dai segreti diffusi da Wikileaks e proprio come per Wikileaks gli ideatori pensano anche ad un sostentamento attraverso le micro-donazioni degli utenti con Paypal…
I server costano ed anche la gestione del sito, per quanto si cerchi di ridurre al minimo le spese
Uribu si rivolge a chi crede nella possibilità di un cambiamento…
Chissà che questa voglia di rinnovamento si diffonda a macchia d’olio!





